Osip Mandel’štam, Versi per N. Štempel’ (1937)
Remo Facciani
Versi Per N. Štempel’ ([Stichi k N. Štempel’], 1937) di Osip Mandel’štam
È evidente che in quell’ultimo periodo del suo confino a Voronež – fine settembre del 1936-inizio di maggio del 1937 – Mandel’štam s’era invaghito di Nataša Štempel’; e nutriva per lei sentimenti che la giovane donna però non ricambiava, o ricambiava in misura diversa: lei provava una calda ammirazione per il poeta, per i suoi versi, ne era emozionata, specie quando glieli sentiva recitare; ma il suo vivo, disinteressato affetto e attaccamento era rivolto ai Mandel’štam; era rivolto (in parti uguali, per così dire) a Osip Ėmil’evič e a Nadežda Jakovlevna. Quando però negli anni Quaranta – dopo la fine della Seconda guerra mondiale – presero a circolare i versi del ‘dittico’ per Nataša, la loro dedicataria fu guardata con occhi particolari. Quei versi erano stati scritti in una fase della vita di Mandel’štam segnata dal suo travolgente interesse per Dante e Petrarca. Anche sul piano formale (ad esempio, per le rime tutte femminili), il ‘dittico’ sembrava poi tradire un’eco spiccatamente ‘italiana’, e in specie un riverbero dei sonetti che il Canzoniere petrarchesco aveva ispirato all’autore di Pietra (Kamen’), Tristia…
Cita come:
Remo Faccani, Osip Mandel’štam, Versi Per N. Štempel’ (1937), in OpeRus: la letteratura russa attraverso le opere. Dalle origini ai nostri giorni, a cura di M.C. Bragone, M. Caramitti, R. De Giorgi, L. Rossi, S. Toscano, Wojtek Edizioni, Pomigliano d'Arco (NA) 2023-, pp. 1-14, operus.uniud.it.
ISBN 9788831476386, DOI 10.61004/OpeRus0100
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Osip Mandel’štam (1891-1938)
Quasi a realizzare in totale asincronia un sogno romantico, Mandel’štam ha saputo cogliere in maniera totalizzante gli arcani ma millesimali ingranaggi secondo cui la natura specchia i sentimenti umani.
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