Mikhail Shishkin, Capelvenere (2005)
Francesca Lazzarin
Capelvenere (Venerin volos, 2005) di Mikhail Shishkin
In Capelvenere, romanzo che si rivela un caleidoscopico flusso di storie registrate su diversi supporti fisici e da diversi narratori, l’emblematico personaggio dell’interprete va a incarnare il tema, centrale per la prosa shishkiniana, del potere della parola. La parola, che messa per iscritto preserva la memoria, è il filo di Arianna grazie a cui lo scrittore e i lettori si incamminano verso una possibile via d’uscita dall’oscuro labirinto postmodernista: in ultima analisi, l’individuo e la collettività altro non sono che le storie che raccontano, con un occhio sempre rivolto a un bagaglio pregresso condiviso, mentre costruiscono la propria identità per se stessi e per gli altri, per i contemporanei e per i posteri da cui le loro storie saranno nuovamente raccontate.
Cita come:
Francesca Lazzarin, Mikhail Shishkin, Capelvenere (2005), in OpeRus: la letteratura russa attraverso le opere. Dalle origini ai nostri giorni, a cura di M.C. Bragone, M. Caramitti, R. De Giorgi, L. Rossi, S. Toscano, Wojtek Edizioni, Pomigliano d'Arco (NA) 2023-, pp. 1-22, operus.uniud.it.
ISBN 9788831476386, DOI 10.61004/OpeRus0099
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Mikhail Shishkin (1961-)
Penna tra le più originali della prosa russa di oggi, nonché – nella migliore tradizione della sua terra d’origine – figura di intellettuale intento a sbrogliare con lucidità i nodi maggiormente critici del passato e del presente della Russia, Mikahil Shishkin nasce a Mosca il 18 gennaio 1961.
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