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Andrej Platonov, Čevengur (1928)

Luigi Magarotto

Luigi Magarotto

Čevengur (1928) di Andrej Platonov

All’indomani della Rivoluzione, il desiderio di realizzare l’utopia comunista si impossessa degli abitanti di Čevengur, cittadina immaginaria collocata in un punto indefinito della steppa russa. La ricerca della felicità, la propensione al sogno e l’immancabile disastro finale sono gli attributi di una narrazione distopica che si sviluppa tramite una scrittura ingolfata, sovraccarica, sembra quasi che l’autore sia sopraffatto da una sorta di incontenibile flusso di coscienza. Molti sono i pensieri, le riflessioni, i ragionamenti che nell’opera si affollano senza pervenire al necessario svolgimento, tanto da lasciare perplesso il lettore. Come a suo tempo ha osservato Iosif Brodskij, persino la frase più consueta nella sua prosa può confondere il lettore dal momento che è sufficiente la posizione anomala di una parola o un’intonazione particolare o soltanto un epiteto inatteso perché egli dubiti di averla compresa.

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Cita come:
Luigi Magarotto, Andrej Platonov, Čevengur (1928), in OpeRus: la letteratura russa attraverso le opere. Dalle origini ai nostri giorni, a cura di M.C. Bragone, M. Caramitti, R. De Giorgi, L. Rossi, S. Toscano, Wojtek Edizioni, Pomigliano d'Arco (NA) 2023-, pp. 1-17, operus.uniud.it.
ISBN 9788831476386, DOI 10.61004/OpeRus0097
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Andrej Platonov (1899-1951)

Andrej Platonovič Platonov (pseud. di Andrej Klimentov) nasce il 16(28) agosto 1899 nel “Sobborgo dei postiglioni” a Voronež, nel cuore delle fertilissime terre nere del meridione russo.
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